Negli ultimi anni, il panorama legato alla climatizzazione degli ambienti è diventato sempre più variegato, anche se sono due le tecnologie che più di tutte hanno innovato il settore: pompa di calore e caldaia a condensazione.
I numerosi incentivi statali ed europei per la ristrutturazione degli immobili e il passaggio a classi energetiche sempre superiori sembrano promuovere l’utilizzo di sistemi a pompa di calore. Tuttavia, impianti di questo tipo non sono sempre facili da implementare né per forza adatti a qualunque situazione, perciò a volte l’utilizzo di una caldaia a condensazione resta una soluzione ottimale, dai costi – almeno iniziali – generalmente più bassi.
Cerchiamo di orientarci per capire come scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze, in base alle tecnologie a disposizione e nel rispetto delle regolamentazioni attualmente in vigore.
Quale futuro per gli impianti a caldaia?
Partiamo subito da un fatto epocale: la fine dell’utilizzo dei combustibili fossili prevista dal “Green Deal 2050” dell’Unione Europea. Con questo programma, infatti, l’U.E. mira a diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo sono state previste diverse misure, molte delle quali già recepite dal governo italiano e incluse nell’Agenda 2030.
Le misure dell’Agenda 2030 coinvolgono esplicitamente anche il settore della climatizzazione edile. In particolare, la direttiva EU 2024/1275, conosciuta come “direttiva case Green”, già messa in atto dal Governo italiano, prevede 2 importanti step:
- dal 2025 stop all’erogazione di incentivi per l’acquisto e l’installazione di caldaie a gas naturale
- entro il 2040 stop alla produzione e alla vendita di caldaie a gas naturale
Vale per tutte le caldaie?
Le misure che abbiamo visto riguarderanno le caldaie alimentate a combustibili fossili e, in ogni caso, da fonti non rinnovabili. Tra queste, dunque, sono certamente incluse caldaie a gas naturale e a petrolio ma non altri tipi di caldaie, come quelle a pellet o quelle elettriche.
Il pellet (o biomassa) è un combustibile di origine organica, ritenuto ecologico e a basso impatto inquinante. Tuttavia la produzione nazionale non riesce a soddisfare l’attuale domanda, perciò si tratta di un prodotto prevalentemente importato, con notevoli fluttuazioni di prezzo e disponibilità.
Le caldaie totalmente elettriche, invece, possono sfruttare fonti di alimentazione a impatto zero come, ad esempio, il fotovoltaico.
Non sempre, tuttavia, l’energia elettrica che usiamo proviene da fonti certificate interamente rinnovabili, ma questo è un requisito della “direttiva case green” perciò, affinché il nostro impianto rispetti i termini di legge dovremo accertarci di aver scelto un fornitore davvero green, con adeguate certificazioni.
Per le caldaie elettriche non sono previste restrizioni nell’immediato futuro e rappresentano, infatti, già oggi una buona alternativa all’installazione d’impianti di climatizzazione convenzionali a combustibili fossili.
E la caldaia a condensazione?
La tecnologia della caldaia a condensazione è, allo stato attuale, la più avanzata ed efficiente a disposizione sul mercato. Ma cosa s’intende per “caldaia a condensazione” e perché questo tipo d’impianto è così richiesto?
Per capire al volo cosa renda “speciale” una caldaia a condensazione possiamo fare un esempio semplicissimo: immaginiamo di lasciare sul fuoco dell’acqua in una pentola senza coperchio. Come sappiamo, l’acqua ci metterà molto più tempo a scaldarsi perché molta dell’energia richiesta dal processo di riscaldamento verrà dispersa.
Nelle normali caldaie avviene qualcosa di simile, perché l’energia utilizzata per riscaldare l’acqua si disperde attraverso i gas di scarico che fuoriescono dalla canna fumaria. Le caldaie a condensazione, invece, evitano sprechi di calore, sfruttando anche l’energia contenuta nei gas di scarico.
Questi gas, prodotti dalla combustione, passano attraverso una parte della caldaia (lo scambiatore primario) in cui si raffreddano fino a trasformarsi in acqua (condensa), che viene smaltita. Il calore recuperato viene utilizzato per riscaldare l’acqua destinata ai termosifoni o ai rubinetti, permettendo di risparmiare energia e ridurre i costi del riscaldamento.
In tutti quei casi in cui non fosse possibile ammodernare profondamente l’impianto di climatizzazione, così come nei moltissimi stabili già dotati di impianti di riscaldamento a termosifone in cui il passaggio alla pompa di calore fosse troppo costoso, l’investimento in una moderna caldaia a condensazione verrà sicuramente ripagato.
Con costi comunque più contenuti rispetto a quelli di un impianto completamente elettrico, una caldaia a condensazione può ridurre i consumi annui di gas fino al 40% dando comunque accesso ai benefici fiscali attualmente previsti dalla normativa.
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Impianti a pompa di calore: pro e contro
Oggi gli impianti di condizionamento a pompa di calore sono considerati la soluzione più green in assoluto per climatizzare ambienti domestici e lavorativi. Cerchiamo di riassumere i principali punti di forza e le maggiori criticità di questa tecnologia.
I vantaggi della pompa di calore
- Capacità di riscaldare e raffrescare con un solo generatore: gli impianti a pompa di calore possono fornire caldo e freddo in un’unica soluzione, rendendo superfluo ciò che già esiste in moltissime case, ovvero un sistema costituito da caldaia a gas e termosifoni per riscaldare più un condizionatore per rinfrescare gli ambienti.
- Utilizzo di una sola risorsa energetica: diversamente dalle caldaie a combustibili fossili, gli impianti a pompa di calore hanno solo bisogno di elettricità. Questo elimina il bisogno di allacciarsi ad altre utenze (gas), permette di ridurre di oltre il 50% i costi in bolletta sul lungo periodo e, al tempo stesso, consente l’utilizzo di fonti energetiche completamente rinnovabili.
- Miglioramento della classe energetica dello stabile: edifici o abitazioni che non consumano combustibili fossili e dotati di soluzioni ad hoc per l’efficientamento energetico (come infissi di ultima generazione e impianti all’avanguardia) acquisiscono classi energetiche più alte. Classe più alta è uguale a maggior risparmio economico, minore impatto ambientale e maggior valore dell’immobile!
- Sicurezza: ce lo sentiamo dire sin da bambini che “il gas è pericoloso!” e anche se i moderni impianti di distribuzione sono sottoposti a normative e controlli molto rigidi, il gas naturale è comunque soggetto a perdite e la sua natura volatile, assieme alla combustione estremamente rapida, lo rende comunque molto meno sicuro rispetto alla corrente elettrica.
- Incentivi economici: anche in virtù dell’Agenda 2030, non solo quelli per l’installazione di impianti a pompa di calore sono gli unici incentivi al momento previsti, ma è probabile che la loro erogazione aumenti, in futuro, sia per frequenza che in portata.
Gli svantaggi della pompa di calore
- Investimento iniziale oneroso: il costo iniziale per l’installazione di un impianto a pompa di calore, in media, è più alto rispetto a quello di un impianto tradizionale. Dobbiamo, tuttavia, tenere presenti gli incentivi di cui si può quasi sempre beneficiare e, allo stesso tempo, valutare il contesto in cui andremo a inserire il nuovo impianto. In caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni totali, ad esempio, i costi possono rivelarsi concorrenziali: realizzare da zero un impianto di riscaldamento a pavimento è molto meno complicato che implementarlo in un’abitazione che ha già un sistema di climatizzazione tradizionale.
- Ingombro: solitamente, gli impianti a pompa di calore più performanti hanno anche un motore di grandi dimensioni che va necessariamente collocato all’esterno, in un luogo in cui sia possibile lo scambio con l’aria. In determinati contesti, questa soluzione può richiedere interventi complicati o invasivi ma anche qui bisogna considerare la velocità di sviluppo delle tecnologie (e le conseguenti ottimizzazioni) oltre a soluzioni compatte già disponibili sul mercato.
E quindi: caldaia o pompa di calore?
Come vediamo, i pro di un sistema a pompa di calore sembrano superare di gran lunga i contro e, anche in vista dei cambiamenti futuri rispetto ai termini di legge, la scelta di un sistema di climatizzazione basato su questa tecnologia si conferma la soluzione migliore, sia nell’immediato che sul lungo periodo.
La tecnologia a pompa di calore trova la sua massima efficienza negli impianti di riscaldamento a pavimento e, ricordiamo, ha il grandissimo pregio di riscaldare e rinfrescare in un’unica soluzione.
Esistono, però, situazioni in cui optare per un impianto a pompa di calore si rivela eccessivamente complicato, ove non addirittura impossibile. In questi casi, l’utilizzo di un sistema a caldaia può ancora garantire ottime prestazioni e, in particolare, la tecnologia di caldaia a condensazione garantisce risparmi senza precedenti, uniti all’affidabilità di un sistema presente da decenni nelle case di milioni di italiani e che – è il caso di dirlo – “ne ha vista d’acqua passare sotto i ponti!”
Questa tecnologia è particolarmente indicata per sistemi di riscaldamento a radiatori, perfettamente implementabile in quasi tutti i contesti in cui sia già presente un impianto tradizionale. Bisogna, inoltre, tenere presente che in determinate situazioni, la combinazione tra condizionatore per rinfrescare e caldaia a condensazione per riscaldare può, in effetti, restituirci il meglio da entrambe le tecnologie.